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Giornale :. Interviste

THE BRUNETTES

Intervista a del 28/05/2008

Della band The Brunettes, nei prossimi tempi, si sentirà parlare sempre di più. E non solo perché il nuovo album, Structures and Cosmetics (2007) porta il marchio Subpop, storica etichetta che ha immortalato il grunge di Nirvana e Soundgarden. Il duo composto da Jonathan Bree e Heather Mansfield arriva dalla Nuova Zelanda, con un suono originale quanto basta. Melodie che si infilano nel cervello, testi ironici quanto criptici. Abbiamo parlato con Heather.

 

Siete partiti dal nulla, Jonathan lavorava in un negozio di dischi. Ora si parla sempre più di Brunettes. Come ci si sente a suonare su palchi sparsi per il mondo?

Beh, ci stiamo pian piano abituando all’idea di diventare famosi (ride). Io e Jonathan suoniamo insieme da circa 10 anni, veniamo da esperienze musicali diverse. Speriamo che col tempo The Brunettes diventi un nome sempre più grande.

 

Nell’ultimo album c’è Brunettes against Bubblegum Youth, canzone in cui - già dal titolo - prendete in giro i giovani. Eppure è finita sullo spot di "Hollyoaks", una delle soap opera più seguite in Inghilterra, soprattutto dai ragazzi (in onda su Channel 4, ndr). Non vi sembra una contraddizione?

No, non lo è. Dietro a Brunettes against Bubblegum Youth c’è una storia interessante. Si chiamava originariamente "B.A.B.Y.". Solo che la nostra casa di produzione pensava fosse una cattiva idea usare B.A.B.Y. come titolo di una canzone irriverente. Soprattutto per eventuali conseguenze legali. Per evitare di metterci nei guai, Jonathan se n’è uscito con un nuovo titolo, Brunettes against Bubblegum Youth. Che guarda caso ha come acronimo proprio "B.A.B.Y.". Uno scherzetto simpatico.

 

Le vostre canzoni sono, appunto, piene di ironia. If you were alien è straordinaria, parla di un amore extraterrestre. Pensate mica di lasciare la Terra?

Anche in questo caso, If you were alien è una specie di scherzo. Volevamo una canzone che parlasse d’amore, della fase di innamoramento. Condizione interessante, quella in cui si è innamorati. Che con la canzone diventa qualcosa in più delle semplici battute sulla ragazza della porta accanto.

 

If you were alien è grandiosa anche per la musica, all’inizio sembra quasi una canzoncina cinese.

Davvero? Favoloso, non ci avevo mai fatto caso.

Parliamo di influenze musicali.

Per quest’ultimo album io e Jonathan ci siamo rifatti molto alle atmosfere anni ’60, come anche in passato. A cui si aggiungono Beach Boys e Blondie. Ora, però, ci stiamo guardando attorno, cercando di ascoltare qualcosa di più recente.

 

E il paragone con i Beatles, che tanto piace alla critica? Quanto può pesare sulla vostra musica?

Finché si parla del fatto che sia noi che i Beatles facciamo parte della "pop music" va bene. Però, in fin dei conti, non è un paragone così importante per noi.

Anna Puricella

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